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La valle Vigezzo

La valle Vigezzo è conosciuta come la valle dei pittori, sia per i ritrattisti ed i paesaggisti dell’800 che vi sono nati,che per la Scuola di Belle Arti Rossetti Valentini di Santa Maria Maggiore, centro turistico e commerciale della Valle.
Il paesaggio con i suoi prati,i pascoli,e gli alpeggi, i boschi di faggi,larici,abeti e castagni è caratterizzata da una flora tipica di altitudini maggiori, in cui sono tracciati sentieri ed itinerari per passeggiate. Potete trovare campi da tennis maneggi, piscine, pista da sci(fondo e discesa) piste di pattinaggio, campi da calcio, per le bocce, funivie e seggiovie, e piste ciclabili. Le prelibatezze enogastronomiche della zona e la bellezza della natura circostante richiamano turisti anche d’oltralpe.
La Valle è un vasto altopiano di origine glaciale e si trova nelle alpi Lepoltine a pochi chilometri dal convine italo-svizzero di Camedo.
È un territorio ricco di interessanti testimonianze del passato, di varie pregevoli chiese, di belle ville ottocentesche, di vecchi mulini, di piccoli musei, di innumerevoli passeggiate che sanno regalare relax, pace e divertimento secondo le esigenze di ognuno.

Re

Collocato sulla sponda sinistra del Melezzo orientale, deriva il suo nome dal dialetto "Ri" (torrente), mentre l’agglomerato più popoloso del paese è situato più in alto sul dorso della montagna con il nome di Folsogno.
Rappresenta il fulcro devozionale della Valle, meta di pellegrinaggi al Santuario della Madonna del Sangue, eretto dopo la prodigiosa effusione di sangue avvenuta nel 1494 sopra un affresco raffigurante una Madonna del latte. La mole imponente del Santuario è sottolineata da tre grandi portali, arricchiti da altorilievi opera di Luigi Fornara e di Luigi Teruggi.

Santa Maria Maggiore

È da sempre il centro politico e religioso della Valle. Fu sede del Mandamento, cioè del Pretore di Valle che su questa area aveva la propria giurisdizione e della Chiesa madre, dalla quale, poco alla volta, si staccarono gli altri paesi, erigendo parrocchie locali; venne abitata da sette importanti famiglie craveggesi che divisero il paese in quartieri, in parte ancora riconoscibili.
La primitiva chiesa ebbe caratteristiche romaniche, mentre i lavori della nuova chiesa furono eseguiti tra il 1734 e il 1743. Santa Maria Maggiore ospita due importanti strutture museali: il Museo dello Spazzacamino e la Scuola di Belle Arti Rossetti Valentini.

Scuola di Belle Arti Rossetti Valentini

La Scuola di Belle Arti è stata fondata da uno dei numerosi pittori ritrattisti emigrati dalla Valle dei Pittori, Giovanni Maria Rossetti Valentini, che, come tanti altri, aveva soggiornato in Francia dove aveva lavorato e insegnato. Ritornato in patria, aveva aperto una scuola gratuita per insegnare ai ragazzi le basi del disegno, della pittura e dell’ornato. Oggi la Scuola, eretta Ente Morale, ha un’ampia aula adibita a Pinacoteca, e conserva le tele di Enrico Cavalli e dell’allievo Carlo Fornara.

Museo dello spazzacamino

Unico in Italia, esiste a Santa Maria Maggiore, all’interno dello splendido parco di Villa Antonia, il Museo dello Spazzacamino.
Il Museo presenta un percorso interattivo che coinvolge il pubblico in una visita multisensoriale la quale attiva la compartecipazione diretta dei visitatori.
Il museo racconta, attraverso attrezzi, oggetti,pubblicazioni e suggestive testimonianze, la dura esperienza di una figura, a noi quasi sconosciuta, che ha contrassegnato per secoli la vita della valle Vigezzo.
Ogni anno il 1° fine settimana di Settembre, l’Associazione Spazzacamini organizza il famosissimo raduno internazionale che richiama migliaia di Spazzacamini di tutto il mondo, dando vita ad una goliardica festa folcloristica davvero divertente.

Craveggia il suo tesoro

Il paese di Craveggia ha, senza dubbio, origine rurale, come denuncia chiaramente il nome (Cravetia, Capretia, da capra, l’animale che campeggia nello stemma del comune).
Perla architettonica della Valle, presenta raffinati edifici signorili, frutto di una fortunata emigrazione: il famoso tesoro conservato in chiesa, che comprende pissidi, croci, paramenti sacri, il manto funebre di Luigi XIV e il quello nuziale di Maria Antonietta, ne è testimonianza..
Esso, rimasto per molti anni esposto in grandi canterali in una stanzetta a lato del presbiterio, deve trovare maggior visibilità all’interno del circuito formato dagli edifici religiosi della piazza.
La Chiesa parrocchiale, settecentesca, è dedicata ai Santi Giacomo e Cristoforo

 
 




 

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